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Tendenze · 28 ottobre 2026 · aljazeera.com

Mbappé scaricato da due sponsor cinesi dopo la battuta su Mao «dittatore»

L'attaccante del Real Madrid Kylian Mbappé è stato abbandonato da due grandi sponsor cinesi dopo la diffusione di un video in cui scherzava dicendo che un meme che sovrapponeva il suo volto a quello di un «dittatore cinese» era il più divertente che avesse visto, un apparente riferimento al fondatore della Cina moderna, Mao Zedong.

L'azienda di bevande Dongpeng e Mengniu, il maggiore produttore lattiero-caseario cinese, hanno entrambe interrotto i rapporti con la stella francese del calcio Kylian Mbappé dopo che in rete era circolato un video in cui l'attaccante 27enne del Real Madrid sembrava scherzare dicendo che il meme più divertente che avesse visto in internet era quello in cui il suo volto era stato sovrapposto digitalmente a quello di «un tizio, credo sia un dittatore cinese». La frase è stata ampiamente interpretata come un riferimento a Mao Zedong, il leader fondatore della Cina, morto nel 1976. In Cina scherzare su Mao è considerato profondamente irrispettoso e resta un tabù sociale.

Dongpeng, che durante i Mondiali FIFA di quest'anno aveva mostrato immagini generate con l'intelligenza artificiale di Mbappé che beveva le sue bevande sportive, ha annunciato martedì di porre fine a ogni collaborazione con il giocatore «con effetto immediato», citando una «politica di tolleranza zero verso qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali». Mengniu ha diffuso una dichiarazione quasi identica, affermando che l'azienda «si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero verso qualsiasi parola o azione che ferisca i sentimenti del popolo cinese».

La notizia è rapidamente diventata l'argomento più discusso sulla piattaforma social cinese Weibo, dove gli utenti hanno definito le parole di Mbappé «estremamente gravi» e «del tutto inaccettabili». Anche la testata calcistica Dongqiudi ha condannato le dichiarazioni, giudicandole «offensive per la Cina e il popolo cinese».

Già a settembre Mbappé aveva affrontato un meme simile in un'intervista al quotidiano sportivo francese L'Équipe, dicendo che essere paragonato a figure «che uccidono altre persone, o che hanno portato miseria a milioni e milioni di persone» fosse scomodo. La polemica è scoppiata appena un giorno dopo che Mbappé si era visto sfuggire il Pallone d'Oro, vinto da Harry Kane.

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