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New York · 27 ottobre 2026 · gothamist.com

La governatrice Hochul mette la moratoria sui data center al centro della sua campagna per la rielezione

La governatrice Kathy Hochul, che a maggio aveva resistito alle richieste di una pausa sui grandi data center, ha cambiato rotta a luglio e ora pone la moratoria di un anno al centro del suo messaggio finale agli elettori in vista del giorno delle elezioni.

Un'inchiesta di Gothamist pubblicata il 27 ottobre 2026 ricostruisce come la governatrice Kathy Hochul sia passata dallo scetticismo al sostegno alla prima moratoria del paese sui grandi data center, in vigore a New York. Ancora a maggio, quando i legislatori statali iniziavano a spingere per una pausa, Hochul affermava che una moratoria totale non era sul tavolo e che non voleva mostrarsi «inospitale» verso un settore in crescita. A luglio ha cambiato rotta, annunciando una moratoria di un anno che, a suo dire, avrebbe dato allo stato il tempo di elaborare un ampio quadro normativo e di valutazione dell'impatto ambientale riguardante la domanda energetica, il consumo d'acqua e il rumore. Con 30 domande già in attesa di esame, Hochul ha dichiarato ad ABC News che era importante «fare un passo indietro e lasciare che lo stato riprenda il controllo».

Da allora ha costruito il messaggio finale della sua campagna attorno a questa moratoria, contrapponendosi al rivale repubblicano Bruce Blakeman, county executive della contea di Nassau, secondo cui la pausa crea un clima ostile agli affari e potrebbe frenare l'innovazione nell'intelligenza artificiale. Un sondaggio della Siena University condotto in agosto ha rilevato che gli elettori sostenevano la moratoria con un margine di due a uno; un'indagine Siena di settembre ha riscontrato che il 63% degli elettori non vorrebbe un data center vicino alla propria zona una volta scaduta la moratoria. Ciononostante, un sondaggio della Quinnipiac University pubblicato la settimana scorsa ha mostrato che solo il 2% dei probabili elettori considerava i data center per l'IA come il proprio tema prioritario, contro il 22% che ha citato l'economia e il 19% il costo della vita. Secondo la National Conference of State Legislatures, almeno altri 15 stati stanno valutando divieti simili.

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