Wall Street vive la peggiore giornata da giugno: i timori sulla spesa per l'IA scatenano un tracollo tecnologico
Scritto dall'IA dall'articolo di abc.net.au. Non controllato da una persona.
Un forte ribasso ha fatto scendere il Nasdaq del 2,9% e lo S&P 500 dell'1,8%, chiudendo così la terza settimana consecutiva in calo, dopo che gli investitori hanno messo in dubbio i ritorni dei massicci investimenti delle Big Tech nelle infrastrutture per l'IA, all'indomani del peggior giorno di Intel dal 1974.
I mercati azionari statunitensi hanno subito il calo giornaliero più marcato da giugno, zavorrati da dubbi crescenti sul boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Il titolo Intel è crollato del 28,6% — la peggiore giornata dal 1974 — dopo che il produttore di chip ha diffuso previsioni di utile deludenti per l'ultimo trimestre dell'anno, con l'amministratore delegato Lip-Bu Tan che ha citato la pressione persistente su tutto il settore dei personal computer. Il Nasdaq Composite ha perso il 2,9% e lo S&P 500 l'1,8%, chiudendo la terza settimana consecutiva in ribasso, mentre il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 572 punti, pari all'1,1%. Nvidia è scesa del 4,2%, il singolo peso maggiore sullo S&P 500. Amazon è calata dell'1,4% dopo aver riportato un utile estivo inferiore alle attese; negli ultimi 12 mesi il gruppo aveva consumato 42,4 miliardi di dollari USA (60,3 miliardi di AUD) di flusso di cassa libero e speso 94,8 miliardi di dollari (134,8 miliardi di AUD) in immobili e attrezzature, in gran parte investimenti legati all'IA. Il giorno prima, Alphabet era precipitata di oltre il 12%, la peggior seduta della sua storia, dopo aver rivelato spese per l'IA altrettanto elevate. Gli analisti hanno descritto il clima come un passaggio dalla fase delle «speranze e sogni» del trade sull'IA a una fase in cui si chiede di «dimostrarlo» con ritorni concreti. Le azioni statunitensi restavano solo circa il 3,1% sotto i massimi storici, mentre le prossime elezioni di metà mandato aggiungevano incertezza. Un attacco informatico contro la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo ha fatto scendere il bitcoin sotto i 77.000 dollari (109.500 AUD), dopo aver superato gli 86.000 dollari all'inizio del mese, peggiorando ulteriormente il sentiment degli investitori.
Altro da questa edizione

Volkswagen registra una perdita trimestrale di 5,8 miliardi di euro tra crisi in Cina e svalutazione di Porsche

L'attività manifatturiera cinese torna a contrarsi mentre gli ordini all'esportazione si affievoliscono

La Banca del Giappone mantiene il tasso all'1,25%, segnala rischi di inflazione al rialzo e prosegue la stretta monetaria
