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Politica · 10 ottobre 2026 · npr.org

Gli Stati Uniti impongono sanzioni draconiane alla Corte penale internazionale

L'amministrazione Trump ha inserito la Corte penale internazionale (Cpi) stessa nella sua lista di sanzioni, tagliandole l'accesso a dollari, banche e aziende tecnologiche statunitensi, poche ore dopo che un'ex giudice della Corte ha vinto il Premio Nobel per la Pace.

Il 10 ottobre 2026 il Tesoro statunitense ha inserito la Corte penale internazionale come istituzione nella propria lista di sanzioni, mentre il segretario di Stato Marco Rubio si è impegnato a smantellare l'unico tribunale permanente al mondo per i crimini di guerra. Le sanzioni tagliano l'accesso della Corte, con sede all'Aja, ai dollari statunitensi, ai servizi finanziari e ai fornitori tecnologici americani, concedendo alle aziende statunitensi sei mesi di tempo per interrompere i rapporti con l'istituzione. La misura inasprisce le precedenti sanzioni individuali imposte a 13 giudici e procuratori della Corte.

Washington ha citato l'inchiesta aperta dalla Corte sui presunti abusi commessi in Afghanistan, che potrebbe coinvolgere personale militare e dei servizi di intelligence statunitensi, nonché i mandati di arresto emessi contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant in relazione alla guerra a Gaza.

La Corte penale internazionale ha denunciato la mossa come un «attacco allo Stato di diritto e ai fondamenti stessi dell'ordine giuridico internazionale», mentre il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha definito il provvedimento un «grave colpo» alla giustizia internazionale.

L'annuncio è arrivato poche ore dopo che la giurista sudafricana ed ex giudice della Corte Navi Pillay ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2026, premio duramente criticato dai funzionari statunitensi.

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