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Berlino · 3 novembre 2026 · taz.de

Un anno dalla legge berlinese sugli alberi: il segretario di Stato chiede più flessibilità

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Un anno dopo l'approvazione della legge berlinese sull'adattamento climatico, soprannominata "Baumgesetz", il segretario di Stato all'Ambiente ha chiesto regole più flessibili e clausole sperimentali, mentre l'iniziativa popolare che ha ispirato la legge accusa le autorità di aver inventato dei progressi.

Un anno fa il parlamento di Berlino ha approvato un'ampia legge sull'adattamento climatico, soprannominata Baumgesetz (la "legge sugli alberi"), con l'obiettivo di raddoppiare il numero degli alberi stradali della città, portandoli a circa un milione entro il 2040, e di creare zone di raffrescamento nei quartieri più esposti al caldo. La legge nasce dall'iniziativa popolare BaumEntscheid, che ne ha redatto il testo dopo la resistenza iniziale del Senato.

Nel giorno del primo anniversario, la taz ha fatto il punto sullo stato di attuazione del provvedimento. Il segretario di Stato all'Ambiente Andreas Kraus (CDU) ha definito i progressi complessivamente positivi, ma ha chiesto modifiche significative: in molte strade la presenza di tubature e cavi sotterranei rende fisicamente impossibile piantare gli alberi agli intervalli previsti dalla legge; i nuovi alberi, inoltre, richiedono anni prima di offrire un effetto rinfrescante apprezzabile; e gli obiettivi numerici rigidi fissati per legge non tengono conto della realtà sul terreno. Kraus si è detto favorevole a una modifica della normativa che introduca clausole di flessibilità e che amplii le misure alternative di raffrescamento, come tetti verdi, verde sulle facciate e sistemi di raffrescamento evaporativo.

L'iniziativa BaumEntscheid ha replicato duramente, accusando l'amministrazione di costruire artificialmente un quadro di tendenze positive e di procedere con eccessiva lentezza. Per giovedì è previsto un congresso sull'adattamento climatico con la partecipazione di circa 200 esperti.

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