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Economia · 15 ottobre 2026 · abc.net.au

I mercati azionari mondiali crollano dopo il balzo dell'inflazione USA al 3,7%, si allontana l'ipotesi di un taglio dei tassi

I mercati azionari di Asia ed Europa sono scesi il 15 ottobre dopo che i dati sull'inflazione USA di settembre sono risultati più alti delle attese, al 3,7%, spinti dal rincaro dei prezzi della benzina e facendo rinascere i timori che la Federal Reserve mantenga i tassi alti più a lungo.

I mercati di tutto il mondo hanno aperto in rosso il 15 ottobre 2026, dopo che il Dipartimento del Lavoro statunitense ha comunicato che l'inflazione annua dei prezzi al consumo è salita al 3,7% a settembre, dal 3,4% di agosto e sopra le previsioni degli economisti, fissate al 3,6%. I prezzi sono cresciuti dello 0,6% su base mensile, con più della metà dell'aumento dovuto a un rincaro del 9,1% dei prezzi della benzina; i costi legati agli affitti e alle abitazioni sono saliti dello 0,4%, il ritmo mensile più rapido degli ultimi cinque mesi. L'inflazione "core", che esclude alimentari ed energia, è salita dello 0,3% su base mensile e del 2,6% su base annua.

A Wall Street l'S&P 500 ha chiuso in calo dell'1,2%, il Dow Jones ha perso lo 0,1% e il Nasdaq è sceso del 2,0%, a 29.951 punti, il calo più marcato da fine luglio, con il settore tecnologico in ribasso del 2,4%. In Australia l'indice ASX 200 ha aperto in calo dello 0,6% a 8.675 punti e il dollaro australiano è sceso a 69,71 centesimi di dollaro USA.

I rendimenti obbligazionari sono balzati al rialzo, mentre gli investitori hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed, con TD Securities che ora indica dicembre come la mossa più probabile. Il dato è l'ultima fotografia sull'inflazione pubblicata prima delle elezioni di metà mandato (midterm) negli Stati Uniti.

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