I margini di raffinazione di Ampol raddoppiano grazie agli alti prezzi del petrolio
La società australiana Ampol ha reso noto che il margine della sua raffineria di Lytton è più che raddoppiato nel terzo trimestre 2026, a 23,92 dollari al barile, mentre le interruzioni dell'offerta in Medio Oriente hanno spinto il petrolio sopra i 110 dollari al barile — ma le sue azioni sono scese del 3,8% dopo il rinvio del riavvio di un impianto in manutenzione.
La società australiana di petrolio e negozi di convenienza Ampol ha pubblicato il 19 ottobre il suo aggiornamento commerciale per il terzo trimestre 2026, rivelando che la sua raffineria di Lytton, nel Queensland, ha registrato un margine di raffinazione di 23,92 dollari al barile, in aumento del 125% rispetto ai 10,64 dollari al barile dello stesso periodo dell'anno precedente.
L'impennata è stata attribuita direttamente alle interruzioni dell'offerta causate dal conflitto in corso in Medio Oriente, che ha spinto brevemente il greggio Brent sopra i 110 dollari al barile e ha ampliato i cosiddetti "crack spread" da cui beneficiano le raffinerie nazionali.
Nonostante il solido risultato nella raffinazione, le azioni di Ampol sono scese del 3,8%, a 41,35 dollari australiani, dopo che la società ha comunicato che un'ispezione della sua unità di cracking catalitico a letto fluido (FCCU) a Lytton ha individuato ulteriori lavori di manutenzione, posticipando il riavvio dell'impianto a metà novembre e riducendo la produzione di prodotti a maggior valore nel quarto trimestre.
L'indice ASX 200 ha aperto lievemente in rialzo lunedì, guadagnando lo 0,3% a 8.822 punti, poiché il mercato australiano, con una scarsa esposizione al settore tecnologico, ha evitato il peggio del ribasso del Nasdaq legato all'intelligenza artificiale. Gli investitori hanno interpretato il risultato di Ampol come emblematico di una tendenza più ampia: le aziende energetiche stanno beneficiando notevolmente degli elevati prezzi del petrolio, mentre il resto dell'economia globale ne paga il costo.
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