Skydance debutta alla NYSE con un debito di 80 miliardi di dollari
Skydance Corp. ha iniziato a essere quotata alla Borsa di New York il 6 ottobre, dopo la chiusura dell'acquisizione di Warner Bros. Discovery per 110 miliardi di dollari, lasciando il nuovo colosso mediatico con circa 80 miliardi di dollari di debito a lungo termine pro forma e facendo della riduzione del debito la priorità assoluta del CEO David Ellison.
La fusione da 110 miliardi di dollari tra Paramount e Warner Bros. Discovery è ormai completata: la società combinata è quotata come Skydance Corp. (NYSE: SKYD), dopo che WBD è stata ritirata dal NASDAQ. Le azioni SKYD hanno iniziato a essere scambiate il 6 ottobre.
L'accordo è stato combattuto fino alla fine: Netflix aveva inizialmente concordato di acquistare WBD a 27,75 dollari per azione, ma Paramount ha rilanciato con un'offerta ostile di 30 dollari per azione, portandola infine a 31 dollari per azione, oltre a una commissione giornaliera crescente di 25 centesimi per azione per trimestre e una penale di rescissione di 2,8 miliardi di dollari a favore di Netflix.
Una causa intentata da 12 procuratori generali statali è stata risolta in settembre, con Skydance che si è impegnata a investire almeno 300 milioni di dollari all'anno nella produzione cinematografica nazionale e a distribuire almeno 30 film nelle sale all'anno per due anni.
Il nuovo conglomerato controlla gli studi cinematografici e televisivi di Paramount e Warner Bros., CBS, HBO, CNN, TNT Sports, Paramount+ e reti via cavo come Nickelodeon, Showtime, BET e Comedy Central, insieme a grandi franchise come DC, Harry Potter, Il Signore degli Anelli e Star Trek.
Ma a dominare la scena è il bilancio: l'azienda porta in dote circa 80 miliardi di dollari di debito a lungo termine pro forma contro una liquidità di 7,9 miliardi di dollari, con spese per interessi pari a 3,1 miliardi di dollari solo nel primo semestre del 2026.
Ellison ha indicato risparmi sui costi su base annualizzata per 6 miliardi di dollari e una leva finanziaria stimata di 4,3 volte, puntando a un flusso di cassa libero di 10 miliardi di dollari entro il 2030 e a una leva netta di 3,0 entro la fine del 2029.
Nel frattempo, i ricavi pubblicitari del settore media sono scesi del 14% su base annua nel secondo trimestre del 2026, rendendo altrettanto cruciale la redditività dello streaming.
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