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Scienza e tecnologia · 20 ottobre 2026 · nasa.gov

L'equipaggio della ISS stampa vasi sanguigni in 3D e coltiva tessuto cerebrale nello spazio

Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale stanno conducendo una serie di esperimenti biomedici avanzati in microgravità, tra cui la stampa di vasi sanguigni a partire da cellule di pazienti e la coltivazione di organoidi cerebrali, nell'ambito della ricerca su malattie rare e sulla medicina spaziale del futuro.

L'equipaggio della Expedition 75, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sta conducendo questa settimana una straordinaria serie di esperimenti biomedici, sfruttando condizioni di microgravità impossibili da replicare sulla Terra. L'astronauta della NASA Jessica Watkins ha allestito apparecchiature nel modulo laboratorio Columbus per stampare in 3D vasi sanguigni utilizzando cellule di pazienti affetti da progeria, una rara malattia genetica che provoca un invecchiamento accelerato, nella speranza che le osservazioni effettuate nello spazio possano indicare nuove terapie per la patologia.

Separatamente, Luke Delaney sta testando un dispositivo portatile per il campionamento biologico, progettato per analizzare direttamente in orbita i campioni di salute dell'equipaggio, invece di rispedirli sulla Terra, consentendo diagnosi sanitarie molto più rapide per gli astronauti impegnati in missioni di lunga durata.

Questi esperimenti si aggiungono a un più ampio carico scientifico consegnato dalla navicella SpaceX Dragon, arrivata alla stazione all'inizio di ottobre. Il carico comprendeva piccoli modelli tridimensionali di organoidi cerebrali coltivati a partire da cellule umane per la ricerca sulle malattie neurologiche, modelli di tessuto cardiaco in 3D per i test sui farmaci e attrezzature per la produzione di retine artificiali in microgravità.

I ricercatori ritengono che l'assenza di gravità permetta alle strutture biologiche di formarsi in modi non replicabili sulla Terra, potenzialmente accelerando le scoperte nei trattamenti per Alzheimer, Parkinson, malattie cardiache e cecità. Si prevede che la Dragon riporterà sulla Terra i campioni biologici, sensibili al fattore tempo, a metà novembre 2026.

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