RD Congo: infermiere ucciso e un operatore sanitario ferito in un attacco contro i soccorritori per l'Ebola
Un infermiere è stato ucciso e un collega è rimasto gravemente ferito a Bafwasende, nell'est della Repubblica Democratica del Congo, mentre indagavano su un allarme Ebola: l'ultimo di una serie di attacchi violenti contro gli operatori sanitari durante l'epidemia di Ebola più letale nella storia del paese.
Un infermiere è stato ucciso e un secondo operatore sanitario è rimasto gravemente ferito sabato 25 ottobre, quando sono stati attaccati mentre indagavano su un caso sospetto di Ebola a Bafwasende, provincia di Tshopo, nell'est della Repubblica Democratica del Congo.
L'aggressione è l'ultima di una serie di episodi di ostilità verso gli operatori sanitari nella regione, dove la diffidenza verso le autorità — alimentata da una corruzione cronica e da disinformazione che bolla l'Ebola come una bufala — ha più volte ostacolato la risposta all'epidemia.
Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto domenica che il personale sanitario possa lavorare in dignità e sicurezza. Il direttore regionale dell'OMS per l'Africa, il dott. Mohamed Yakub Janabi, ha avvertito separatamente che disinformazione e paura non devono mai alimentare la violenza.
Il mese scorso, un politico è stato ucciso a bastonate per aver sostenuto pubblicamente la risposta all'Ebola.
L'epidemia nella RD Congo, iniziata in maggio, è ormai la crisi di Ebola più letale nella storia del paese, con oltre 9.800 casi e più di 4.700 morti. Si è diffusa in quattro paesi, diventando così l'epidemia di Ebola con la più ampia diffusione geografica mai registrata nel continente. La variante Bundibugyo, responsabile della crisi, non dispone di un vaccino approvato né di un trattamento specifico.
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