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Salute · 28 ottobre 2026 · sltrib.com

Focolaio incontrollato di influenza aviaria H5N1 in un allevamento di visoni dello Utah fa temere una pandemia

L'influenza aviaria H5N1 si diffonde senza controllo da oltre due mesi in un allevamento di visoni dello Utah, e un'analisi genetica ha individuato una mutazione preoccupante che potrebbe aiutare il virus ad adattarsi all'uomo — eppure le autorità hanno rifiutato di abbattere gli animali.

Un focolaio di influenza aviaria H5N1 presso C&T Fenn Farms, vicino a Payson, nello Utah, si diffonde senza controllo da oltre due mesi, allarmando i ricercatori sull'influenza, che avvertono come i visoni rappresentino un ospite particolarmente pericoloso per un possibile adattamento pandemico. I visoni possiedono cellule polmonari molto simili a quelle umane, il che significa che il virus potrebbe acquisire mutazioni che gli permettano di legarsi preferenzialmente ai recettori di tipo umano. Il primo sequenziamento genetico di dieci campioni di visone conferma che la variante in circolazione è quella del clade B3.13, diffusosi tra il bestiame da latte statunitense dal 2024. Tutti i dieci campioni presentano una mutazione — PB2-T271A — osservata anche nel focolaio nei visoni spagnoli del 2022, ritenuta in grado di potenziare l'attività della polimerasi dei virus influenzali nelle cellule dei mammiferi. Vuoti normativi fanno sì che nessuna legge imponga agli allevamenti di visoni di abbattere gli animali infetti, a differenza degli allevamenti avicoli. Il veterinario statale dello Utah non ha mai visitato l'allevamento, e un lavoratore con arrossamento oculare — sintomo presente nel 90% dei casi umani di H5N1 — non è mai stato sottoposto a test. Secondo quanto riportato, i funzionari avrebbero mantenuto il focolaio riservato per non allertare i gruppi per i diritti degli animali, e hanno citato l'importanza economica dell'industria della pellicceria per giustificare il rifiuto dell'abbattimento. Gli esperti di influenza hanno definito la risposta delle autorità «irresponsabile» e l'hanno paragonata a «giocare con il fuoco». I CDC hanno confermato che non vi è alcuna trasmissione interumana di H5 negli Stati Uniti, ma gli scienziati avvertono che una sola ulteriore mutazione potrebbe cambiare questo scenario.

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