Persook
Cultura · 20 ottobre 2026 · wral.com

Un giudice colombiano blocca la «purga» del museo: la giustizia protegge 30 reperti rimossi nella «guerra culturale»

Un giudice colombiano ha ordinato al governo conservatore di fermare la rimozione di reperti storici dal Museo Nazionale di Bogotá, dopo che l'amministrazione del presidente de la Espriella aveva eliminato più di 30 oggetti legati ai diritti LGBTQ+, all'accordo di pace del 2016 e alla violenza politica.

Il presidente conservatore colombiano Abelardo de la Espriella ha ordinato al Ministero della Cultura di rimuovere dal Museo Nazionale di Bogotá — il più grande e antico museo del paese — oltre 30 pezzi legati alla storia della comunità LGBTQ+, alle lotte femministe, all'accordo di pace del 2016 con la guerriglia delle FARC e a leader politici di sinistra uccisi.

Tra gli oggetti rimossi figuravano una copia della prima rivista pubblicata dalla comunità LGBTQ+ colombiana, una penna usata per firmare l'accordo di pace con le FARC e un manifesto elettorale dell'ex comandante guerrigliero Carlos Pizarro. De la Espriella ha definito l'iniziativa una «battaglia culturale» contro il «wokeismo», sostenendo che l'estrema sinistra avesse permeato da decenni le istituzioni culturali e accademiche.

I manifestanti si sono riuniti davanti al museo per due giorni consecutivi (17 e 18 ottobre) e sono stati dispersi dalla polizia antisommossa con gas lacrimogeni e idranti. Il 20 ottobre un giudice ha emesso un provvedimento provvisorio, richiesto dal partito Unión Patriótica e dai gruppi attivisti León Zuleta e Revolución en Rosa, ordinando al governo di conservare gli oggetti rimossi e di astenersi dal rimuovere ulteriori pezzi dall'esposizione, poiché erano a rischio i diritti dei colombiani alla libertà di espressione e alla memoria storica.

La decisione è stata pubblicata lo stesso giorno dall'agenzia Associated Press e ripresa ampiamente in tutto il mondo.

Leggi la notizia completa Leggi l’originale

Altro da questa edizione