Il virus West Nile raggiunge livelli record in Europa: 141 morti e 1.855 casi
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha riferito che 18 paesi europei hanno registrato 1.855 infezioni umane da virus West Nile e 141 decessi nel 2026, un record storico determinato dal clima caldo e umido e dall'aumento delle popolazioni di zanzare.
I dati aggiornati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), diffusi fino al 17 ottobre 2026, mostrano che il virus West Nile ha raggiunto il livello più alto mai registrato in Europa. Dall'inizio del 2026, 18 paesi europei hanno segnalato 1.855 infezioni umane e 141 decessi.
Nella sola UE/SEE sono stati registrati 1.715 casi, ben al di sopra della media decennale di 693. L'Italia resta il paese più colpito con 748 casi, seguita dalla Grecia con un record nazionale di 445 casi e dalla Francia con 144.
Quindici paesi hanno inoltre segnalato 511 focolai di West Nile tra i cavalli e 595 tra gli uccelli, a indicare un'intensa circolazione del virus tra le zanzare nel bacino del Mediterraneo.
Le autorità sanitarie hanno attribuito l'impennata a un'estate lunga, calda e piovosa, che ha prolungato la stagione delle zanzare del genere Culex e ampliato gli habitat di riproduzione nelle zone umide. Le autorità hanno invitato la popolazione delle regioni colpite a usare repellenti, a proteggere le finestre con zanzariere e a eliminare i ristagni d'acqua, chiedendo inoltre ai servizi trasfusionali di estendere i controlli sulle donazioni di sangue.
Gli ospedali di Lombardia, Veneto e Attica hanno riferito di aver curato gruppi di pazienti anziani con complicanze neurologiche, la categoria più a rischio di forme gravi della malattia. Gli scienziati avvertono che i cambiamenti climatici renderanno probabilmente il virus West Nile una minaccia annuale consolidata nell'Europa meridionale e centrale.
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