Il petrolio sfonda i 113 dollari al barile sui timori di un attacco militare USA-Iran
Il Brent è salito del 4%, toccando un massimo di cinque mesi sopra i 113 dollari al barile, dopo indiscrezioni secondo cui gli apparati militari statunitense e israeliano avrebbero elaborato nuovi piani di attacco contro l'Iran, alimentando i timori di una grave interruzione delle forniture in Medio Oriente.
I mercati petroliferi sono balzati bruscamente il 23 ottobre 2026, con il Brent in rialzo di circa il 4% e chiuso sopra i 113 dollari al barile — il livello più alto da maggio 2026 — in un clima di crescenti timori per un nuovo conflitto militare tra Stati Uniti e Iran.
Alcuni resoconti, che citano funzionari statunitensi non identificati, hanno indicato che i pianificatori militari americani e israeliani avrebbero preparato scenari di attacco specifici contro l'Iran, possibilmente programmati dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Attacchi simultanei degli Houthi contro infrastrutture energetiche saudite hanno aggravato l'ansia per le forniture in tutta la regione.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito pubblicamente gli Stati Uniti delle conseguenze qualora lo scontro militare dovesse continuare, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato sui social media un messaggio sui volumi di petrolio che transitano nello Stretto di Hormuz, un punto di passaggio cruciale per le spedizioni mondiali di greggio.
I prezzi del petrolio erano già rimasti sopra i 100 dollari al barile per oltre due settimane prima dell'impennata di giovedì. Gli analisti hanno avvertito che prezzi persistentemente sopra i 110 dollari al barile rischiano di riaccendere le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti e in altre grandi economie, in un momento in cui le banche centrali erano riuscite solo di recente a riportare l'inflazione più vicino agli obiettivi.
Anche il greggio statunitense è salito sopra i 100 dollari al barile, scuotendo ulteriormente le nazioni importatrici di energia.
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