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Viaggi e cibo · 30 ottobre 2026 · travelandtourworld.com

L'Argentina registra nove mesi consecutivi di crescita turistica mentre i visitatori europei si riversano in Patagonia e nelle zone vinicole

L'Argentina ha registrato nel 2026 nove mesi consecutivi di crescita del turismo internazionale, con visitatori spagnoli, italiani e tedeschi che restano in media 16,8 giorni e portano l'occupazione hoteliera oltre il 76%.

Il turismo internazionale argentino vive la fase di crescita più costante da una generazione, con dati ufficiali che confermano nove mesi consecutivi di aumento degli arrivi nel 2026. La spinta arriva soprattutto dai mercati europei: la Spagna guida l'espansione — con numeri di visitatori ben superiori alle medie storiche —, seguita a stretto giro da Italia e Germania, ciascuna sostenuta da segmenti di viaggio differenti. I visitatori europei restano in media 16,8 giorni per viaggio e spendono circa 145 dollari statunitensi al giorno, ben oltre gli 85 dollari di media registrati tra i visitatori transfrontalieri regionali, garantendo al paese un forte aumento delle entrate per persona. L'occupazione degli hotel a quattro e cinque stelle si è mantenuta sopra il 76% per l'intero arco dei nove mesi, e l'occupazione formale nei settori dell'ospitalità e della ristorazione è cresciuta del 6,4% su base annua. La crescita si è estesa ben oltre Buenos Aires — il principale punto d'ingresso del paese — raggiungendo la Patagonia, le regioni vinicole di Mendoza e San Juan, gli itinerari storico-culturali del nord a Salta e Jujuy, e le cascate dell'Iguazú. I viaggiatori tedeschi sono stati attratti soprattutto dall'ecoturismo naturalistico, mentre i visitatori spagnoli e italiani si sono concentrati su itinerari vinicoli e culturali. Le autorità argentine attribuiscono questo andamento all'aumento delle frequenze dei voli bilaterali con Madrid, Roma e Francoforte, a procedure d'ingresso completamente digitalizzate che hanno ridotto i tempi di controllo alla frontiera per i titolari di passaporto UE, alla decentralizzazione degli aeroporti regionali verso hub come Mendoza, Córdoba e Bariloche, e a un'aggressiva campagna di marketing all'estero incentrata sul patrimonio culturale e la gastronomia del paese.

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