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Berlino · 25 ottobre 2026 · tagesspiegel.de

Die Linke a Berlino davanti a due ostacoli decisivi sulla via di una coalizione rosso-verde-rossa

Die Linke a Berlino affronta una polemica sull'espulsione di una deputata per dichiarazioni al limite dell'antisemitismo e dovrà votare il 31 ottobre se avviare trattative formali di coalizione con Verdi e SPD.

Cinque settimane dopo le elezioni regionali di Berlino del 20 settembre, nelle quali Die Linke è emersa come la forza vincitrice, il percorso verso una coalizione rosso-verde-rossa si trova di fronte a due crisi simultanee. In primo luogo, la neoeletta deputata di Die Linke Vanessa Emde rischia l'espulsione dal gruppo parlamentare dopo aver dichiarato, il 15 ottobre, che «nessuno Stato ha il diritto di esistere, solo le persone lo hanno», e dopo aver rifiutato di ritrattare l'affermazione, nonostante avesse firmato, il 13 ottobre, un impegno di partito contro l'antisemitismo. La rabbia interna per il modo in cui è stata trattata dalla dirigenza del partito potrebbe raffreddare l'entusiasmo dei delegati in un momento critico. In secondo luogo, il congresso di Die Linke è stato fissato per il 31 ottobre, quando gli iscritti dovranno votare se avviare trattative formali di coalizione con i Verdi e la SPD, che hanno già approvato l'apertura dei colloqui il 19 ottobre. La politica di Die Linke Hendrikje Klein, 46 anni, è stata candidata alla presidenza del parlamento in vista della prima seduta del nuovo Abgeordnetenhaus (il parlamento regionale di Berlino), convocata per il 29 ottobre. Se la coalizione andrà in porto, la capolista di Die Linke Elif Eralp diventerebbe la prima sindaca-governatrice di Berlino espressa dal suo partito. Il documento di sondaggio, presentato il 17 ottobre, contiene una delle rivendicazioni di bandiera di Die Linke: l'espropriazione di circa 160.000 appartamenti dalle grandi società immobiliari, da trasferire alla proprietà pubblica.

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