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Politica · 18 ottobre 2026 · abcnews.com

Trump sospende le sanzioni alla Russia previste dal Graham Act, scatenando reazioni bipartisan e la condanna di Zelensky

Il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende un ampio pacchetto di nuove sanzioni alla Russia previste dal Graham Act, approvato con ampio sostegno bipartisan, poche ore prima della loro entrata in vigore, suscitando la condanna di Zelensky e l'allarme di senatori repubblicani.

Il 16 e 17 ottobre 2026 il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende un ampio pacchetto di nuove sanzioni e dazi contro la Russia previsti dal Graham Act — una legge approvata dal Congresso con un sostegno bipartisan schiacciante (86 voti contro 11 al Senato) e intitolata al defunto senatore Lindsey Graham —, appena due giorni prima che le misure entrassero in vigore, fissato per il 18 ottobre.

Tra le disposizioni sospese figuravano dazi fino al 500% su tutte le merci russe, dazi fino al 100% sui prodotti dei cinque maggiori importatori di petrolio grezzo e gas naturale russi, sanzioni contro le banche estere che effettuano transazioni significative con istituzioni statali russe, il divieto di acquistare debito sovrano russo e di investimenti statunitensi in Russia, e gli obblighi relativi alle sanzioni contro la «flotta fantasma» di petroliere russe.

La Casa Bianca ha giustificato la sospensione affermando che era necessaria per non ostacolare i negoziati in corso tra Stati Uniti, Ucraina e Russia verso un accordo di pace complessivo; l'ordine non indicava una data di scadenza.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato la decisione, affermando che alimentava soltanto il desiderio della Russia di continuare a combattere. Senatori repubblicani di alto profilo — McConnell, Tillis, Collins e Cornyn — hanno espresso allarme; Tillis ha definito la misura «oltre l'irresponsabile». Il leader democratico al Senato, Schumer, ha dichiarato che Trump aveva fatto a Putin «il miglior regalo di compleanno».

Si è trattato della seconda sospensione di sanzioni alla Russia in altrettante settimane, vista come un cambiamento significativo nella politica statunitense verso Mosca.

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