Macklemore lancia il tour «Free Palestine» dopo essere stato escluso dal tour di Ed Sheeran
Il rapper Macklemore ha aperto a Dublino, il 26 ottobre, il suo tour «Free Palestine», breve serie di date europee organizzata dopo essere stato escluso dal tour statunitense di Ed Sheeran a seguito di discorsi pro-palestinesi tenuti sul palco.
Il rapper vincitore di un Grammy Macklemore ha lanciato un tour europeo di tre date intitolato «Free Palestine», con concerti a Dublino (26 ottobre), Parigi (29 ottobre) e Londra (30 ottobre). Tutti gli incassi andranno a organizzazioni a sostegno dei palestinesi, tra cui Anera, HEAL Palestine, il Palestinian Youth Movement, Jewish Voice for Peace, UNRWA USA e diverse altre.
Il tour arriva dopo l'esclusione di Macklemore dal tour statunitense nei palazzetti di Ed Sheeran, durante il quale aveva pronunciato discorsi «Free Palestine» in due concerti al MetLife Stadium, nel New Jersey. Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, si è rifiutato di far esibire Macklemore nel suo impianto a causa del suo sostegno dichiarato alla causa palestinese e, secondo quanto riferito, avrebbe fatto pressioni anche su altri proprietari di stadi perché facessero lo stesso, costringendo infine i promotori del tour a escluderlo. Macklemore ha risposto donando l'intero compenso di 1 milione di dollari previsto per il tour a organizzazioni a sostegno dei palestinesi.
Kraft ha annunciato che sia lui che Sheeran avrebbero donato ciascuno 2 milioni di dollari per gli aiuti umanitari nella regione, senza però indicare organizzazioni specifiche. Sheeran aveva inizialmente pubblicato una dichiarazione in cui spiegava la sua scelta di non mescolare politica e attività professionale, suscitando numerose critiche. Ha poi cambiato posizione durante il concerto del 19 settembre, dicendo al pubblico di non poter più restare in silenzio e definendo la situazione a Gaza «catastrofica e ingiustificabile».
Annunciando il tour su Instagram, Macklemore ha scritto: «È il 2026. Essere apolitici durante un genocidio non funziona più», avvertendo che quando «la classe dei miliardari può decidere quali voci sono ammesse sul palco e quali sono troppo pericolose da far sentire, tutti dovrebbero prestare attenzione».



