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Berlino · 26 ottobre 2026 · tagesspiegel.de

La Linksjugend di Berlino sfida il partito prima del congresso federale

La Linksjugend di Berlino ha presentato per il congresso federale dell'organizzazione giovanile, previsto per novembre 2026, mozioni che utilizzano i termini «genocidio» e «apartheid», e accusa il partito di cedere alle pressioni dei media, mentre continua il dibattito interno su un possibile governo rosso-rosso-verde.

La Linksjugend di Berlino — l'organizzazione giovanile del partito Die Linke — si è posta su una rotta di collisione con il partito prima del congresso federale dell'organizzazione giovanile, in programma dal 6 all'8 novembre 2026. Le mozioni presentate dalla sezione berlinese utilizzano le espressioni «politica di genocidio» e «apartheid», un linguaggio che ha suscitato polemiche all'interno dell'intera organizzazione.

L'organizzazione giovanile intende inoltre affrontare quella che definisce una campagna mediatica diffamatoria contro Die Linke e, in particolare, contro la sua ala filopalestinese. Accusa la dirigenza del partito di capitolare di fronte a questa ostilità esterna invece di difendere i propri membri.

Lo scontro si verifica in un momento in cui la Linksjugend è già impegnata in un acceso dibattito interno sul recente successo elettorale del partito e sulle discussioni in corso riguardo a un possibile governo di coalizione rosso-rosso-verde. Il contrasto rispecchia una frattura sempre più profonda tra l'organizzazione giovanile e la dirigenza del partito sul linguaggio politico in materia di politica estera e sul modo in cui l'organizzazione gestisce le critiche pubbliche e mediatiche.

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