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Berlino · 26 ottobre 2026 · berliner-zeitung.de

Il ministro federale dell'Interno prevede tre ostacoli legali per bloccare la socializzazione degli alloggi a Berlino

Il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha presentato tre condizioni per una proposta di legge sulla tutela degli investimenti — prova della necessità, indennizzo al valore di mercato e pagamento esclusivamente in contanti — pensate per bloccare il piano di Berlino di socializzare circa 160.000 appartamenti in affitto.

Il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha confermato le linee guida di una legge sulla tutela degli investimenti volta a impedire che la futura coalizione rosso-verde-rossa di Berlino socializzi circa 160.000 appartamenti in affitto di proprietà privata. Il suo ministero ha illustrato tre ostacoli proposti: primo, un governo regionale deve dimostrare che la socializzazione è assolutamente necessaria e che tutte le altre opzioni abitative – inclusi nuove costruzioni e sussidi – sono state esaurite; secondo, le aziende coinvolte devono essere indennizzate al pieno valore di mercato, determinato tramite una perizia indipendente; terzo, il pagamento deve avvenire immediatamente e interamente in contanti, escludendo qualsiasi altra forma di liquidazione.

La futura coalizione berlinese aveva previsto per l'operazione soltanto 16 miliardi di euro, una cifra ritenuta ben inferiore ai valori di mercato effettivi.

Il copresidente della Linke, Luigi Pantisano, ha criticato duramente il piano, accusando il governo federale di privilegiare gli interessi degli azionisti delle società immobiliari rispetto a quelli degli inquilini, e sostenendo che la legge non supererebbe il vaglio della Corte costituzionale federale.

Caren Lay, portavoce della Linke per le politiche abitative al Bundestag, ha definito la proposta di Dobrindt una «missione suicida giuridica» che non fermerebbe i piani di socializzazione di Berlino.

Il vicecapogruppo CDU/CSU, Günter Krings, ha sostenuto l'iniziativa, definendo le proposte «ragionevoli ed eque» e necessarie per tutelare la Germania come luogo di investimento.

Il costituzionalista Ulrich Battis ha avvertito che l'obbligo di indennizzo al pieno valore di mercato comporta un rischio costituzionale. Ha osservato che, sebbene l'articolo 15 della Legge fondamentale consenta la socializzazione, esso rinvia all'articolo 14 per quanto riguarda l'indennizzo – ed è proprio l'articolo 14 a offrire flessibilità attraverso un giusto bilanciamento tra interessi pubblici e privati, senza prevedere esplicitamente un obbligo di indennizzo al pieno valore di mercato. Ha ritenuto le altre due condizioni – pagamento immediato in contanti e prova della necessità – più sostenibili sul piano giuridico.

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