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Scienza e tecnologia · 28 ottobre 2026 · phys.org

L'Osservatorio Rubin individua un candidato pianeta nano «una volta per generazione»

L'Osservatorio Vera C. Rubin ha identificato 2026 ED138, un corpo ghiacciato distante situato a 46 unità astronomiche dal Sole e con un diametro stimato fino a 1.500 chilometri, come potenziale sesto pianeta nano del nostro sistema solare.

Gli astronomi che utilizzano il Simonyi Survey Telescope presso l'Osservatorio Vera C. Rubin (NSF-DOE), in Cile, hanno scoperto 2026 ED138, un oggetto transnettuniano che potrebbe diventare il sesto pianeta nano ufficialmente riconosciuto.

Il corpo celeste orbita a circa 46 unità astronomiche dal Sole — più lontano della distanza media di Plutone, pari a 40 UA — e si stima che il suo diametro sia compreso tra 600 e 1.500 chilometri.

L'astrofisico senior Matthew Holman ha descritto la propria reazione come «incredulità eccitata», mentre Mario Jurić, professore di astronomia all'Università di Washington, l'ha definita «qualcosa che accade forse una volta per generazione».

L'oggetto è stato individuato per la prima volta nei nuovi dati della survey, ma i dati d'archivio ne ripercorrono la traccia fino al 2016, offrendo agli scienziati oltre un decennio di osservazioni orbitali per affinarne la traiettoria.

Se confermato dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU), 2026 ED138 si unirebbe a Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake tra i pianeti nani riconosciuti.

La scoperta dimostra la capacità unica dell'Osservatorio Rubin di individuare oggetti deboli e a lento movimento nel sistema solare esterno, in precedenza nascosti contro regioni del cielo ricche di stelle, e viene vista come un'anticipazione delle migliaia di nuovi oggetti che l'osservatorio dovrebbe catalogare nel corso della sua Legacy Survey of Space and Time, della durata di un decennio.

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