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Politica · 24 ottobre 2026 · news.un.org

I colloqui di Ginevra cercano una via verso il cessate il fuoco nella guerra dei drone in Sudan

Quasi due dozzine di paesi si sono riuniti mercoledì a Ginevra per colloqui consultivi sul Sudan, chiedendo una de-escalation e la protezione dei civili, mentre il conflitto tra le Forze Armate Sudanesi e un gruppo paramilitare rivale entra nel suo quarto anno.

La Svizzera e le Nazioni Unite hanno co-organizzato a Ginevra un nuovo round delle Riunioni Consultive per il Rafforzamento del Coordinamento delle Iniziative e degli Sforzi di Pace in Sudan, che hanno riunito quasi due dozzine di paesi per discutere le vie verso un cessate il fuoco e una transizione politica inclusiva. Il conflitto è iniziato nell'aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e il gruppo paramilitare delle Rapid Support Forces (RSF) — ex alleati che avevano preso il potere insieme con un colpo di Stato nel 2021 — ed è ora entrato nel suo quarto anno.

Né le SAF né le RSF hanno partecipato, poiché il forum era pensato per permettere ai mediatori internazionali di coordinare i propri sforzi. Il segretario di Stato svizzero Alexandre Fasel ha descritto il conflitto come una «guerra dei drone» che «uccide soprattutto civili», avvertendo che condizioni simili alla carestia persistono in Darfur, Kordofan e in altre zone del paese. Ha sottolineato che le Convenzioni di Ginevra impongono la protezione dei civili e l'accesso umanitario, indipendentemente dal fatto che sia stato raggiunto un cessate il fuoco.

L'inviato personale dell'ONU, Pekka Haavisto, ha chiesto ai delegati di individuare misure pratiche di de-escalation e ha sostenuto un processo di transizione politica guidato dai sudanesi stessi, che rifletta l'intera diversità del paese. Il bilancio umanitario è grave: quasi 34 milioni di sudanesi hanno bisogno di aiuto e otto milioni di bambini non vanno a scuola. Le precedenti sessioni consultive si erano svolte due volte al Cairo e una volta ciascuna a Djibouti, Nouakchott e Bruxelles.

A margine dell'incontro, l'inviato avrebbe dovuto incontrare il gruppo «Quad» — composto da Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto — e un «Quintetto» formato da Unione Africana, IGAD, ONU, UE e Lega Araba.

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