Più di 600 manifestazioni in programma in tutta la Francia il 24 ottobre
Più di 600 manifestazioni sono previste in tutta la Francia per il 24 ottobre, nel secondo fine settimana consecutivo di proteste contro il costo della vita, il prezzo dei carburanti, i salari e i servizi pubblici, mentre le autorità rafforzano la sicurezza dopo le violenze del fine settimana precedente.
La Francia si prepara a un secondo fine settimana di proteste diffuse il 24 ottobre. Il sito "17 octobre", legato al movimento dei gilet gialli, elenca 646 mobilitazioni previste — tra cui 455 manifestazioni, 85 presidi a rotatorie, 32 nelle stazioni ferroviarie e 15 ai caselli autostradali — e il numero continua a salire.
Le proteste seguono un primo fine settimana turbolento, il 17 ottobre, che ha portato in piazza manifestanti gilet gialli, lavoratori, studenti, agricoltori e sindacati preoccupati per il costo della vita, il prezzo dei carburanti, i salari e i servizi pubblici. Quel fine settimana è stato segnato anche da scontri, saccheggi diffusi e attacchi incendiari. Il ministero dell'Interno ha registrato 550.000 partecipanti in 110 manifestazioni, mentre gli organizzatori hanno parlato di 800.000. La CCI France ha individuato più di 2.000 negozi vandalizzati entro giovedì sera, con danni totali stimati in centinaia di milioni di euro. Circa 2.700 persone sono state poste in stato di fermo, di cui 217 incarcerate.
In vista di sabato, le autorità stanno impiegando il 20% in più di agenti di polizia e gendarmi rispetto al fine settimana precedente. Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che saranno consentite solo le manifestazioni organizzate dai sindacati. Lione, Marsiglia e Nizza hanno vietato del tutto le proteste, mentre Tolone, Chambéry e Le Mans le hanno limitate in alcune zone della città. Anche Parigi ha introdotto restrizioni, e alcune autorità locali hanno imposto il divieto notturno di circolazione per i minori non accompagnati.
La confederazione sindacale CGT invita a proseguire la mobilitazione. La segretaria generale Sophie Binet ha definito il diritto di manifestare "il fondamento della democrazia". Il governo sta inoltre valutando di anticipare il prossimo aumento del salario minimo SMIC, inizialmente previsto per il 1° gennaio.
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