IBM e Rutgers domano il caos dei computer quantistici con un trucco da transizione di fase
Un team di scienziati di IBM e della Rutgers University ha dimostrato che un processore quantistico a 156 qubit può tenere sotto controllo il proprio caos interno grazie a cicli ripetuti di misurazione e reset, individuando un preciso punto di svolta oltre il quale il sistema diventa saldamente controllabile. La scoperta rappresenta un passo fondamentale verso il calcolo quantistico a tolleranza di errore.
Un gruppo di ricerca della Rutgers University, di IBM e di istituti partner ha pubblicato su Nature Physics un esperimento storico che dimostra come i computer quantistici possano passare da un disordine caotico a un ordine stabile e controllabile, ma solo dopo aver superato una soglia precisa. Condotto su un processore quantistico IBM da 156 qubit, l'esperimento ha previsto quasi 5.000 operazioni di entanglement e un numero equivalente di cicli di misurazione e reset, risultando la più grande dimostrazione in tempo reale di retroazione quantistica realizzata finora. Il team ha fatto alternare due processi in competizione: uno che disperdeva l'informazione quantistica tra i qubit (a rappresentare il caos) e uno che controllava e resettava i singoli qubit (a rappresentare il controllo). Quando i cicli di correzione superavano circa il 50% di tutti i passaggi – un punto di svolta misurato a 0,495 – il sistema passava bruscamente dal caos all'ordine, in modo simile all'acqua che si trasforma in ghiaccio. Sotto quella soglia prevaleva il caos; sopra di essa, i ricercatori potevano guidare i qubit verso lo stato preciso richiesto. Il fisico Jedediah Pixley della Rutgers University ha spiegato che i computer quantistici a tolleranza di errore dovranno effettuare queste correzioni non una o due volte, ma in modo continuo durante tutto un calcolo. La scoperta di una netta transizione di fase offre agli ingegneri un obiettivo ben definito: mantenere il tasso di correzione sopra la soglia per far sì che il processore resti coerente. L'articolo è apparso su Nature Physics il 9 ottobre 2026 e ha ricevuto un'ampia copertura mediatica, mentre l'hardware quantistico si avvicina a una concreta applicabilità pratica.
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