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Berlino · 5 novembre 2026 · berliner-zeitung.de

Un autista di autobus svedese rifiuta il lavoro non pagato prima del turno, interrogativi sul diritto del lavoro tedesco

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Un autista di autobus svedese della zona di Stoccolma spiega perché non svolge alcun compito di preparazione non retribuito prima dell'inizio ufficiale del turno, arrivando così circa due minuti in ritardo alla prima fermata — un caso che spinge a esaminare più a fondo se i lavoratori dei trasporti tedeschi abbiano diritto per legge a un tempo di preparazione retribuito.

Un reportage del Berliner Zeitung analizza il caso di Patric Hillerudh, autista di autobus di Ljusterö, vicino a Stoccolma, che si rifiuta di svolgere qualsiasi compito prima del turno senza essere pagato. Il suo turno di servizio gli concede due minuti per leggere i bollettini sul traffico e firmare l'entrata, più altri cinque minuti per raggiungere l'autobus giusto, regolare sedile e specchietti, inserire la tessera di guida e soffiare nell'alcolock. Anche quando tutto va bene, calcola di arrivare circa due minuti in ritardo alla prima fermata. Molti colleghi iniziano prima per evitare la fretta, ma Hillerudh sostiene che così si nasconde quanto sia stretto l'orario pianificato, con i conducenti che finiscono per sussidiare di fatto la tabella di marcia con minuti non pagati.

L'articolo utilizza il suo caso per esaminare la situazione legale in Germania. Il Tribunale federale del lavoro (Bundesarbeitsgericht, BAG) ha stabilito nel 2012 (causa 5 AZR 678/11) che qualsiasi attività a beneficio del datore di lavoro conta come tempo di lavoro, inclusi il cambio in uniforme e il tragitto fino alla postazione. Una sentenza del BAG del 2015 relativa all'azienda di trasporto pubblico di Stoccarda (causa 1 ABR 76/13) ha confermato che il principio si estende ai lavoratori del trasporto pubblico. A Berlino, il contratto collettivo del trasporto pubblico locale — il TV-N Berlin — richiede che il tempo necessario di preparazione e conclusione sia incluso nell'orario di lavoro pianificato e riportato nei turni di servizio. Un'altra sentenza del 2009 (causa 6 AZR 374/08) ha visto un autista della BVG ottenere il riconoscimento come tempo di lavoro di 223 minuti di ritardi, con il tribunale che ha stabilito che i ritardi sono un rischio a carico del datore di lavoro.

L'articolo consiglia ai lavoratori dei trasporti di documentare gli orari di arrivo e i compiti svolti. Da una sentenza del BAG del 2022, i datori di lavoro sono obbligati a registrare l'orario di lavoro. I lavoratori sono inoltre invitati a rispettare le scadenze contrattuali per richiedere il pagamento del tempo non retribuito e a rivolgersi al consiglio aziendale o al sindacato per ottenere supporto.

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