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Salute · 21 ottobre 2026 · sciencedaily.com

Gli scienziati svelano perché le statine possono danneggiare i muscoli — e indicano una soluzione

I ricercatori dell'Università della Columbia Britannica hanno usato la crio-microscopia elettronica per mostrare che le statine si legano a una proteina che regola il calcio nelle cellule muscolari, costringendola a rimanere aperta e causando una dannosa fuoriuscita di calcio. La scoperta molecolare, pubblicata su Nature Communications, apre la strada alla riprogettazione delle statine per mantenerne i benefici sul colesterolo senza gli effetti collaterali.

Un team dell'Università della Columbia Britannica, in collaborazione con colleghi dell'Università del Wisconsin-Madison, ha identificato il preciso meccanismo molecolare con cui le statine possono causare dolore muscolare, debolezza e, in casi rari, gravi lesioni muscolari — un effetto collaterale tanto serio che il 7-29% dei pazienti riduce o interrompe il trattamento.

Utilizzando la crio-microscopia elettronica per esaminare le strutture proteiche a livello atomico, i ricercatori si sono concentrati sull'atorvastatina, una delle statine più prescritte al mondo, scoprendo che si lega a una proteina delle cellule muscolari chiamata recettore della rianodina (RyR1). Tre molecole di statina occupano una tasca specifica della proteina: la prima aumenta la probabilità che il canale del calcio si apra, mentre altre due lo mantengono aperto, causando una fuoriuscita continua di calcio nel tessuto muscolare. Il sovraccarico prolungato di calcio sottopone le fibre muscolari a stress e può distruggerle.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications nell'ottobre 2026, è il primo a mappare questo schema di legame a tre molecole con risoluzione atomica. È fondamentale notare che questo meccanismo è distinto dal percorso con cui le statine abbassano il colesterolo, il che suggerisce che gli sviluppatori di farmaci potrebbero modificare le molecole di statina in modo specifico per impedire l'interazione con il recettore della rianodina, preservando al tempo stesso i benefici cardiovascolari. Più di 200 milioni di persone al mondo assumono statine, il che rende questa scoperta una delle più significative dal punto di vista medico sugli effetti collaterali farmacologici degli ultimi anni.

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