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Berlino · 21 ottobre 2026 · berliner-zeitung.de

Crepe nella coalizione rosso-verde-rossa prevista a Berlino

Sebbene SPD e Verdi abbiano votato il 21 ottobre per avviare trattative di coalizione con Die Linke, il dissenso interno in tutti e tre i partiti — su socializzazione degli alloggi, antisemitismo e piani di bilancio — minaccia l'accordo in vista del congresso decisivo di Die Linke del 31 ottobre.

Anche se SPD e Verdi di Berlino hanno votato pubblicamente, il 21 ottobre 2026, per proseguire verso una coalizione rosso-verde-rossa, un'inchiesta dettagliata della Berliner Zeitung ha rivelato una notevole resistenza interna in tutti e tre i partiti. Il documento esplorativo congiunto presentato il 19 ottobre contiene tre impegni molto controversi: la socializzazione delle grandi società immobiliari private, il finanziamento di una consistente nuova spesa pubblica e un impegno sulla gestione dell'antisemitismo all'interno del gruppo berlinese di Die Linke.

All'interno di Die Linke, che ha ottenuto il 25,7% e potrebbe per la prima volta fornire il Sindaco-governatore, voci di rilievo restano scettiche sui termini dell'accordo. All'interno della SPD — che ha registrato un minimo storico del 12,1% — la sezione distrettuale di Reinickendorf ha pubblicamente respinto la partecipazione, con il capo distrettuale Gilbert Collé che sostiene che il 12,1% non conferisce un mandato di governo. Anche i Verdi hanno una minoranza piccola ma vocale contraria.

La pressione esterna arriva dalla Camera di commercio di Berlino (IHK) e dalla CDU. L'articolo cita la deputata della Linke Elif Eralp, la figura della SPD Steffen Krach e il leader dei Verdi Werner Graf come protagonisti che gestiscono la fragile diplomazia interna prima del voto al congresso di Die Linke del 31 ottobre.

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