"China Shock 2.0": la Germania perde il surplus commerciale in auto, macchinari e apparecchiature mediche a favore dei rivali cinesi
Un importante rapporto di policy ha rilevato che la Germania ha perso 420.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero dal 2019 e ora registra deficit commerciali con la Cina in settori che un tempo dominava, poiché le aziende cinesi competono su qualità e innovazione, non solo sul prezzo.
Un rapporto di policy pubblicato nell'ottobre 2026 dal Centre for European Reform, intitolato "China Shock 2.0: The Cost of Germany's Complacency", documenta l'accelerazione dell'erosione del primato industriale tedesco a causa della concorrenza cinese. Il rapporto ha rilevato che tra il 2019 e il 2025 sono andati persi circa 420.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero tedesco, e che le esportazioni tedesche verso la Cina — che avevano raggiunto il picco nel 2021 — erano calate del 29% entro il 2025, con un ulteriore calo del 12,3% nel solo primo semestre del 2026. La Germania registra ora deficit commerciali con la Cina in categorie industriali che un tempo dominava, tra cui automobili, macchinari, robot industriali, macchine per l'edilizia, sistemi di trasporto ferroviario e tecnologia medica. Uno studio dell'ufficio di pianificazione del governo francese, citato nel rapporto, ha avvertito che la concorrenza cinese potrebbe minacciare fino al 70% della produzione manifatturiera tedesca nel medio termine. Circa l'83% delle aziende industriali tedesche ha segnalato una crescente pressione competitiva da parte dei rivali cinesi, che sfidano i mercati sempre più sulla qualità e sull'innovazione piuttosto che solo sui costi. Il rapporto sostiene che i soli dazi doganali non basteranno a invertire il declino e chiede riforme strutturali e investimenti nelle tecnologie di frontiera. Il governo del cancelliere Friedrich Merz è sotto pressione da parte delle associazioni industriali perché adotti una linea commerciale più dura verso la Cina, anche se le aziende tedesche restano profondamente integrate nelle catene di approvvigionamento e nei mercati di consumo cinesi.
Altro da questa edizione

Le azioni di Alphabet crollano dell'8,5% dopo il primo risultato deludente in quattro anni

La BCE mantiene il tasso sui depositi al 2,00% mentre lo shock energetico alimenta le aspettative di un rialzo a giugno

La Fed mantiene i tassi al 3,75–4% con un voto di 10 a 2, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni supera il 5%

Honda avverte: raddoppiare i dazi sulle auto canadesi al 50% sarebbe "catastrofico"
