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Scienza e tecnologia · 1 ottobre 2026 · npr.org

Google lancia Project Suncatcher: i chip per l'intelligenza artificiale vanno in orbita

Google ha inviato in orbita terrestre bassa un satellite sperimentale con quattro TPU Trillium a bordo, per verificare se in futuro data center per l'intelligenza artificiale alimentati dal sole potranno operare nello spazio.

Alle 14:32 circa (ora della costa orientale degli Stati Uniti) del 1° ottobre 2026, un razzo Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita terrestre bassa un prototipo di satellite grande come un frigorifero, nell'ambito di Project Suncatcher, il programma "moonshot" di Google che immagina cluster di calcolo per l'intelligenza artificiale scalabili e alimentati dall'energia solare direttamente nello spazio.

Lo spacecraft, realizzato insieme all'azienda specializzata in imaging satellitare della Terra Planet, trasporta quattro Tensor Processing Unit (TPU) della generazione Trillium di Google ed è progettato per misurare come gli acceleratori AI di uso commerciale resistano al vuoto, alle radiazioni cosmiche e agli estremi sbalzi termici tipici dell'orbita.

Prima del lancio, gli ingegneri avevano irradiato alcuni chip di prova con protoni solari simulati presso una beamline dell'Università della California, Davis: le TPU hanno tollerato più radiazioni ionizzanti del previsto, un dato che suggerisce una possibile durata operativa in orbita di cinque anni.

La missione sperimenta anche un innovativo sistema passivo di dissipazione del calore, poiché in assenza di flussi d'aria il calore generato da schede ad alta densità di calcolo è molto più difficile da smaltire.

Google presenta Suncatcher come un passo di verifica di fattibilità verso sciami di satelliti collegati in rete, in grado di eseguire carichi di lavoro di machine learning con un'alimentazione solare ininterrotta, con l'obiettivo di alleggerire, in prospettiva, la domanda di elettricità e acqua a terra richiesta dai data center per l'intelligenza artificiale basati sulla Terra.

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