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Berlino · 27 ottobre 2026 · tagesspiegel.de

A Berlino, Linke, Verdi e SPD criticano duramente la legge anti-socializzazione di Dobrindt

Il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha presentato le linee guida di una proposta di legge sulla tutela degli investimenti che renderebbe estremamente difficile la socializzazione di grandi patrimoni immobiliari privati, suscitando dure critiche da parte di Linke, Verdi e SPD berlinesi, secondo i quali una legge federale non può impedire ciò che la Legge fondamentale stessa prevede.

Il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha delineato domenica, sul Bild-Zeitung, i contorni di una proposta di legge sulla tutela degli investimenti che imporrebbe condizioni rigide a qualsiasi futura socializzazione di grandi patrimoni immobiliari privati. Secondo il piano, la socializzazione sarebbe consentita solo in caso di necessità imperativa, e ogni indennizzo dovrebbe essere versato immediatamente in contanti al pieno valore di mercato, stabilito tramite una perizia indipendente.

La capogruppo della Linke a Berlino e candidata di punta, Elif Eralp, ha definito la proposta incostituzionale, dichiarando al Morgenmagazin della ZDF: «Non si può usare una legge federale per rendere impossibile ciò che prevede la Legge fondamentale e ciò per cui i berlinesi hanno votato». Ha aggiunto che il disegno di legge non ha nulla a che fare con la tutela degli investimenti, ma è in realtà una legge contro gli inquilini di Berlino.

Il presidente regionale dei Verdi, Philmon Ghirmai, ha dichiarato al Tagesspiegel che l'iniziativa dimostra una mancanza di rispetto verso gli elettori, definendola una manovra di parte volta semplicemente a spazzare via una decisione democratica. Il leader regionale dell'SPD, Steffen Krach, è stato più duro, accusando Dobrindt di agire «in modo sempre più velleitario e imbarazzante» e indicando quella che ha definito la «clamorosa mancanza di pianificazione» dell'Unione. Krach ha inoltre accusato il governo federale di interferire nella campagna elettorale berlinese con idee di divieto approssimative, che a suo dire avevano contribuito ad alimentare fin dall'inizio il dibattito sulla socializzazione.

I tre partiti si erano già accordati, nei colloqui esplorativi per la coalizione, sulla socializzazione dei patrimoni delle grandi società immobiliari con più di 10.000 appartamenti, con un indennizzo limitato a un massimo di 16 miliardi di euro, ben al di sotto del valore di mercato. Il governo federale aveva inizialmente annunciato in luglio di voler vietare completamente la socializzazione delle grandi società immobiliari.

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