Il vertice UE si chiude senza accordo sul bilancio, il Belgio blocca i beni russi congelati
Il vertice di due giorni a Bruxelles si è chiuso il 17 ottobre senza un'intesa sul bilancio 2028-2034, con il Belgio che ha posto il veto sull'utilizzo di 185 miliardi di euro di beni russi congelati per finanziare i 40 miliardi di euro ancora necessari alla difesa ucraina per il 2027.
Il vertice del Consiglio europeo a Bruxelles si è concluso il 17 ottobre 2026 senza un'intesa sul bilancio pluriennale dell'UE per il periodo 2028-2034, con i leader che hanno rinviato lo scontro a un vertice straordinario convocato per il 26 novembre. Il fabbisogno di difesa dell'Ucraina per il 2027 è stimato in 70 miliardi di euro, di cui 40 miliardi non sono ancora finanziati. Il primo ministro belga Bart De Wever ha tenuto il punto contro l'utilizzo dei circa 185 miliardi di euro di beni della banca centrale russa custoditi presso Euroclear, in Belgio, temendo possibili conseguenze legali in caso di ricorso da parte di Mosca. L'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha dichiarato che i leader hanno convenuto che i beni congelati non saranno restituiti a meno che la Russia non paghi i risarcimenti.
I leader si sono inoltre scontrati apertamente sul tema dell'immigrazione: Italia, Danimarca e Polonia hanno chiesto un linguaggio più severo per condannare le politiche che costituiscono un "fattore di attrazione", in una critica indiretta alla regolarizzazione da parte della Spagna di circa 600.000 migranti irregolari; la premier danese Mette Frederiksen ha criticato pubblicamente il premier spagnolo Pedro Sánchez, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che le "divisioni ideologiche" stanno rendendo i 27 paesi membri "inefficaci". Zelensky, presente di persona al vertice, ha ringraziato i "veri leader" europei, in un momento in cui i rapporti con Washington si sono incrinati.
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