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Politica · 20 ottobre 2026 · aljazeera.com

L'Ucraina lancia un attacco record con 1.000 droni contro la Russia, Trump critica duramente Kiev

L'Ucraina ha lanciato oltre 1.000 droni contro la Russia in uno dei suoi più grandi attacchi aerei, colpendo un terminale petrolifero e altre infrastrutture a San Pietroburgo e uccidendo almeno una persona. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato duramente Kiev, mettendo in dubbio la reale volontà di pace del presidente Zelensky.

L'Ucraina ha lanciato una delle più grandi offensive aeree della guerra il 18 e 19 ottobre 2026, inviando oltre 1.000 droni su 15 regioni russe, la Crimea e il Mar Nero. Le autorità russe hanno dichiarato che 1.015 droni sono stati neutralizzati, ma sono scoppiati incendi nel deposito petrolifero di Ruchi e in un terminale petrolifero di San Pietroburgo; sono stati danneggiati anche una stazione della metropolitana, edifici residenziali e una struttura medica. Almeno una persona è morta e cinque sono rimaste ferite a San Pietroburgo.

L'attacco è arrivato dopo che l'Ucraina ha abbandonato un'intesa provvisoria di «tregua energetica» con Washington, accusando la Russia di aver continuato a colpire le infrastrutture energetiche ucraine almeno 76 volte in una sola settimana. Il presidente statunitense Donald Trump ha reagito con rabbia, accusando l'Ucraina di aver preso di mira impianti energetici che aveva chiesto a Zelensky di risparmiare, e mettendo pubblicamente in dubbio se il leader ucraino volesse davvero porre fine alla guerra. Trump ha anche affermato di essere cauto nell'imporre nuove sanzioni alla Russia, temendo di allontanare Mosca dai negoziati per il cessate il fuoco.

L'attacco ha approfondito la frattura tra Washington e Kiev sia sulla strategia militare sia sui termini diplomatici, con la condivisione di intelligence statunitense con l'Ucraina che, secondo quanto riportato, è attualmente in fase di revisione.

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