Trump esenta la Russia dalle sanzioni previste dal Graham Act, scatenando reazioni bipartisan
Il 17 ottobre il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che esenta la Russia da ampie nuove sanzioni e tariffe previste dal Lindsey Graham Sanctioning Russia Act, poco prima della scadenza, suscitando la condanna di Zelensky e di una dozzina di senatori statunitensi.
Il 17 ottobre 2026 il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che esenta la Russia da un ampio insieme di sanzioni e tariffe previste dal Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, la legge che Trump stesso aveva firmato il mese precedente.
La normativa avrebbe imposto tariffe fino al 100% sui beni provenienti dai cinque maggiori importatori di petrolio grezzo o gas russo, colpendo le entrate che finanziano la macchina da guerra del Cremlino.
Trump ha esercitato il proprio potere di deroga un giorno prima della scadenza del 18 ottobre, dichiarando di aver certificato al Congresso che l'esenzione "è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti", senza precisarne le ragioni.
La decisione ha suscitato una dura reazione bipartisan: dodici senatori — tra cui i repubblicani Mitch McConnell, Susan Collins, Lisa Murkowski, Thom Tillis, John Cornyn e Alan Armstrong — hanno esortato Trump a revocarla e ad applicare le sanzioni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato l'esenzione come "sbagliata", affermando che indebolisce la pressione necessaria a porre fine alla guerra russa.
Trump ha ribadito la propria posizione, definendola "una decisione molto buona". La vicenda ha continuato a dominare la cronaca politica il 19 ottobre, mentre i parlamentari discutevano possibili risposte legislative.
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