L'Osservatorio Vera Rubin scopre due compagne nascoste della Via Lattea
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Grazie ai dati preliminari pubblicati nel luglio 2026, l'Osservatorio Vera C. Rubin ha individuato due satelliti della Via Lattea finora sconosciuti — una probabile galassia nana ultra-debole e un ammasso globulare compatto nascosto dietro una densa coltre di polvere galattica — offrendo un primo assaggio di ciò che la survey decennale completa dell'osservatorio potrà rivelare.
Gli astronomi hanno annunciato la scoperta di due compagne finora sconosciute della Via Lattea, individuate grazie ai dati della "Early Data Preview 2" (EDP2) dell'Osservatorio Vera C. Rubin, pubblicati nel luglio 2026.
Il primo oggetto, chiamato Aquarius IV, è molto probabilmente una galassia nana ultra-debole situata nell'alone galattico esterno. È stato identificato da William Cerny, studente di astronomia alla Graduate School of Arts and Sciences dell'Università Yale, e viene descritto come un sistema stellare compatto e poco luminoso, la cui popolazione stellare antica e povera di metalli assomiglia molto a quella delle più piccole e deboli galassie nane ultra-debole confermate, sebbene non sia esclusa una classificazione come ammasso globulare. Saranno necessarie immagini più profonde e analisi spettroscopiche per risolvere la questione.
Il secondo oggetto, Rubin-GC1, è un ammasso globulare individuato in direzione del bulge galattico, dove la densità stellare è alta e la polvere è spessa, rendendo la sua scoperta particolarmente notevole. L'autore principale, Aashay Pai, dottorando in fisica all'Università di Chicago, ha scoperto che le stelle dell'ammasso hanno un'età intermedia di circa 9,2 miliardi di anni e sono moderatamente ricche di metalli. È molto probabilmente associato al braccio avanzato del Sagittario — una corrente mareale di stelle strappate alla Galassia Nana Sferoidale del Sagittario mentre questa si fonde con la Via Lattea.
Entrambe le scoperte sono arrivate prima ancora che iniziasse la vera e propria survey scientifica di Rubin. Gli scienziati affermano che rappresentano solo l'inizio di un censimento molto più ampio dei satelliti della Via Lattea, che getterà nuova luce sulla formazione delle galassie e sul ruolo della materia oscura.
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