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OMS: i decessi globali per colera salgono del 30% nel 2025, massimo in 26 anni
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che i decessi per colera nel mondo sono aumentati del 30% l'anno scorso, raggiungendo 7.870 casi mortali, il livello più alto dal 1999, nonostante il numero complessivo dei casi sia diminuito.
Il 1° ottobre 2026 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il suo rapporto annuale sul colera, segnalando 7.870 decessi per colera nel mondo nel 2025: un aumento del 30% rispetto all'anno precedente e il bilancio più alto dal 1999. Paradossalmente, il numero complessivo dei casi è diminuito di circa il 20%, scendendo a 451.499, segno che la malattia sta diventando più letale laddove colpisce.
Sette paesi — Angola, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Sudan del Sud, Sudan e Yemen — hanno rappresentato circa il 90% di tutti i casi e dei decessi segnalati all'OMS. La Regione africana ha sostenuto il carico maggiore, con i casi in aumento del 34% e i decessi in crescita del 58% su base annua.
L'OMS ha inoltre segnalato che un decesso per colera su cinque è avvenuto fuori dalle strutture sanitarie, un dato che suggerisce come molte persone muoiano prima di poter raggiungere le cure.
I responsabili hanno attribuito la responsabilità ai conflitti, agli shock climatici, al collasso dei sistemi di approvvigionamento idrico e di servizi igienico-sanitari e alla carenza cronica di vaccini orali contro il colera, con le scorte globali messe sotto pressione da focolai simultanei. L'agenzia ha esortato donatori e governi ad accelerare gli investimenti in acqua potabile, individuazione precoce e produzione di vaccini, avvertendo che la tendenza rischia di vanificare decenni di progressi contro una malattia tanto prevenibile quanto facilmente curabile con la terapia di reidratazione orale.
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